Dal Castello del Buonconsiglio a Piazza Duomo



Punto di partenza dell´itinerario alla scoperta della città di Trento è il Castello del Buonconsiglio. Il complesso merita una visita per ammirarne la grandezza e i diversi stili, testimonianza di una costruzione avvenuta in periodi successivi. Per cinquecento anni fu sede del Governo dei Principi e della Diocesi. La parte più antica, detta "Castelvecchio", fu eretta nei primi anni del ´200 con la possente Torre Grande o Torre d´Augusto. Interessanti e ricche di fascino le merlature a coda di rondine, le finestre gotiche e la loggia gotico - veneziana, che conferisce una nota di grande eleganza all´intero complesso. Ma a far rimanere i visitatori con il naso all´insù è senza dubbio l´interno della Torre dell´Aquila, ove è conservato uno dei più significativi esempi della pittura cavalleresca medievale compiuta da un maestro boemo, su commissione dell´allora principe vescovo Giorgio di Liechtenstein. "Il ciclo dei mesi" si distende sulle pareti della piccola stanza in grandi riquadri continui: ai giochi, ai balli, ai divertimenti di dame e cavalieri fanno riscontro i principali lavori dei contadini.

Nel XVI secolo il cardinale Bernardo Clesio, al culmine della sua carriera ecclesiastica, volle la costruzione del Magno Palazzo, preziosissimo scrigno di uno straordinario patrimonio di stucchi, sculture e affreschi realizzati da artisti come Girolamo Romanino, Dosso e Battista Dossi, Marcello Fogolino.

Castelvecchio e Magno Palazzo furono unificati nella seconda metà del XVII secolo dalla Giunta Albertiana.

Percorrendo via Bernardo Clesio, costeggiando la cinta bastionata del Castello, si giunge a Torre Verde, torre medievale dalla caratteristica cuspide eretta nel 1450 a guardia del porto fluviale sull´Adige prima della sua deviazione avvenuta a metà del 1800. Qui le imbarcazioni cariche di merci dovevano versare il pedaggio imposto dal principe vescovo.

Il percorso prosegue lungo via del Suffragio, al cui inizio troviamo Palazzo Trautmannsdorf, edificato sul finire del 1600. Curiosa la rassegna di grotteschi mascheroni che ornano le finestre. Via del Suffragio, nota per i suoi caratteristici portici, fu il cuore del quartiere degli artigiani e dei commercianti di lingua tedesca. Ancora oggi continua ad affascinare grazie alla sorprendente varietà degli stili architettonici. In fondo alla via, sul suggestivo crocevia denominato "Cantone", si impone Palazzo del Monte, i cui affreschi che ornano i due prospetti raffigurano alcune scene delle Fatiche di Ercole.

Su via Antonio Manci, l´antica "Via Lunga" si affacciano numerosi palazzi nobiliari dal sapore rinascimentale. Tra questi Palazzo Salvadori, edificato all´inizio del Cinquecento nel luogo dove era situata l´antica sinagoga ebraica, dal maestro lombardo Lucio di Pietro. I due medaglioni ovali in pietra sopra i portali, opera dello scultore Francesco Oradini, raffigurano il martirio e la gloria del Simonino. Poco più avanti Palazzo Saracini ove primeggia la grande finestra centrale con i due balconi di pietra che formano una sorta di cornice per il portale a tutto sesto e, sempre sullo stesso lato della via, Palazzo Trentini, con la stupenda facciata settecentesca oggi sede della Presidenza del Consiglio Provinciale e Palazzo Galasso, detto del Diavolo da una antica leggenda citata anche da J.W.Goethe, che lo vuole costruito in una notte proprio per una scommessa con Satana. Fu eretto su disegno del bresciano Pietro Maria Bagnadore e poi acquistato dal generale Mattia Galasso, grande condottiero e protagonista di storiche battaglie.

Sul lato opposto Torre Mirana, un edificio che conserva al piano terreno elementi architettonici due e trecenteschi e trasformato in epoca rinascimentale con l´apertura di finestre a bifora.

Sulla facciata della Chiesa di S. Francesco Saverio, costruita su disegno di Carlo Gaudenzio Mignocchi, si vedono ancora le tracce di una casa murata medioevale appartenuta ai Costede. L´interno custodisce un ricco patrimonio architettonico e pittorico relativo all´epoca barocca.

A condurci in Piazza Duomo è via Belenzani, detta anticamente "Contrada Larga" una delle più belle e colorate vie della città, contornata da armoniosi e sontuosi palazzi del rinascimento dalle preziose facciate. Imboccando la via troviamo Palazzo Thun per quattro secoli residenza urbana di una delle più influenti famiglie della storia tridentina, la famiglia Thun. Sul lato opposto Palazzo Geremia, costruito sul finire del XV secolo. Nei riquadri della facciata sono affrescati alcuni degli avvenimenti più significativi della città e della stessa via: sfilate, cortei, ingressi trionfali, consessi diplomatici, episodi di eroismo che ci rimandano al tempo della prima Roma. Entrambi i palazzi sono sede del Municipio. Bellissima facciata affrescata presenta anche Palazzo Alberti Colico.

Non meno affascinanti gli affreschi che impreziosiscono le due Case Rella, un sorta di "libro morale" aperto direttamente su Piazza Duomo. Sulla facciata sinistra sono rappresentate scene raffiguranti personaggi della mitologia classica e su quella destra i temi della Virtù, del Tempo, della Fortuna, i Trionfi dell´Amore, Apollo ed Abbondanza.

Al centro della piazza, raffinato salotto delimitato dalle mura dei suoi edifici monumentali, ove si svolgono importanti manifestazioni, la barocca Fontana del Nettuno risalente al 1767, opera dello scultore Francesco Antonio Giongo. Dai suoi gradoni si ha una stupenda visione d´insieme della Cattedrale di San Vigilio, con il portale preceduto dal protiro e il grande rosone della Fortuna e di Palazzo Pretorio, merlata residenza arcivescovile ed ora sede del Museo Diocesano, presidiato dalla Torre Civica, costruita nel 1200 sulle rovine della Porta romana che si apriva sulla Via Claudia Augusta di cui rimangono le tracce. Lo stile del Duomo, capolavoro di Adamo d´Arogno, di impronta prevalentemente romanico-lombarda, risente dell´influenza gotica. Il primo nucleo della costruzione poggia su una chiesa cimiteriale (visitabile) di epoca paleocristiana, dove fu sepolto Vigilio, martire e terzo vescovo di Trento. La facciata che si ammira dalla piazza è impreziosita dallo stupendo rosone che decora il transetto, denominato "Rosone della Fortuna", da otto secoli tragico e severo monito sulla caducità del destino umano, dalla loggetta sopra collocata, dalla porta dei leoni col protiro retto da colonne. La facciata principale, su via Verdi, è caratterizzata dal pregevole portale d´ingresso abbellito da un affresco del Trecento in lunetta. Di struttura romanica il campanile. Meno ricca la parete che dà su piazza d´Arogno, mentre caratterizzata da spunti architettonici diversi è la quarta facciata, quella su via S. Vigilio, con l´abside della chiesa di S. Giovanni incorporata nella costruzione, il Castelletto vescovile, il piccolo campanile di San Romedio, l´abside principale e il protiro.

Sulla piazza si affaccia anche Palazzo Balduini, le cui decorazioni a festoni di fiori e frutta, databili alla fine del Quattrocento rappresentano la più antica decorazione esterna di edificio cittadino.